"La tutela e la valorizzazione del Patrimonio Culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura."
- Dec. Leg. 22 Gennaio 2004, Codice dei Beni Culturali e del paesaggio
Domus Caritatis Giuseppeina Faro, soffitto del salone principale, 1890ca. Pedara (Ct)
Domus Caritatis Giuseppia Faro, salone, dettaglio della ripresa pittorica di un tondo con paesaggio, 1890 ca
Si eseguono restauri di affreschi e dipinti a secco su soffitti o superfici decorate dell’architettura. Nella foto a sinistra potete ammirare il risultato ottenuto dopo un lungo lavoro di descialbo e rimozione di diversi strati di pittura bianca sovrapposta nel corso degli anni.La rimozione ha “svelato” una bellissima decorazione a grottesca eseguita verso la fine del 1800 con colori a calce. La decorazione è stata consolidata, e ritoccata alla maniera “mimetica” con colori a tempera .
Il dipinto che è stato restaurato raffigura S.Vito in abiti seicenteschi accostati a simboli iconografici che spesso lo accompagnano: la croce e il cane al gunzaglio.Il suo volto è giovane, raffigurato a volte come un ragazzo, altre volte come un bambino.
La croce è simbolo della sua fede invitta, il cane invece ha ancora un’interpretazione incerta: potrebbe essere simbolo della fede di Vito in Cristo,
oppure della “canicola” con tutti i suoi atavici significati che arrivava minacciosa per l'estate e il "guardiano" dell'estate era San Vito festeggiato appunto il 15 giugno, il pensiero medievale non trovò difficoltà a stabilire una nuova relazione tra questi due fatti, e così il cane divenne simbolo del suo santo, che lo tiene saldamente al guinzaglio.