Madame de Pompadour: la "Reinette" di Francia

di Valeria Bafumi

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Jean Antoinette Poisson, nata a Parigi nel 1721 , nota come Madame de Pompadour, per oltre venti anni a Versailles fu la donna più potente di Francia se non d’Europa, durante il XVIII secolo. Maitress ufficiale del Re Luigi XV è stata una delle maggiori sostenitrici dell’Illuminismo e guida in materia di arte, musica e moda del suo tempo.

Così la descrive un contemporaneo, Charles-Georges Leroy : “La marchesa di Pompadour era di una statura al di sopra dell’ordinario, svelta, spigliata, agile, elegante; il suo viso si combinava bene con l’altezza, un ovale perfetto, dei bei capelli castano chiaro piuttosto che biondi, degli occhi abbastanza grandi, ornati da belle sopracciglia dello stesso colore, il naso perfettamente formato, la bocca affascinante, i bellissimi denti, e il più delizioso sorriso; la più bella pelle del mondo donava a tutti i lineamenti grande freschezza. I suoi occhi avevano un fascino particolare, dovuto forse all’incertezza del colore; non avevano affatto la viva lucentezza degli occhi neri, il tenero languore degli occhi azzurri, la finezza particolare di quelli grigi; il loro colore indeterminato sembrava renderli adatti a ogni genere di seduzione e a esprimere tutte le impressioni di un animo mobile. Anche il gioco della fisionomia era infinitamente vario, ma senza mai lasciar trasparire disarmonia nei tratti del volto. Ogni cosa contribuiva allo stesso obiettivo, il che lascia supporre un’anima abbastanza padrona di sé; i movimenti erano in accordo con il resto, e l’insieme della persona sembrava una sfumatura tra l’ultimo livello dell’eleganza e il primo della nobiltà”.

Madrina del “rococo” il modo di vestire della marchese influenza tanto il mondo della moda del suo tempo e degli anni a venire. a testimonianza di ciò i tanti ritratti dove viene rappresentata spesso indaffarata nell lettura o in

Le vesti della marchesa,tratte dal dipinto di Boucher eseguito 1756, sono riprodotte nei minimi dettagli all’interno della collezione BAMBOLE ARTISTICHE sez. DIPINTI FAMOSI, rappresentano la massima espressione del costume rococò. Si notino la ricchezza e la sontuosità degli ornamenti: larghi nastri composti in vistose gale, echelle, sul petto, che richiamano le medesime decorazioni sulle maniche; bordature di strisce increspate, rouches, in satin verde magistralmente punteggiato di piccole rose rosa. Strati di merletti sovrapposti alle maniche, engageantes, alto collarino increspato e fili di perle ai polsi. I capelli sono agghindati con una coroncina di fiori. Dall'abito spunta l'elegante scarpina in raso rosa.

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Dal cinema all'arte...omaggio al Gattopardo

di Carmela Bafumi

Il grande cinema rivive nella collezione di bambole artistiche Cinema 2014 e sposa la grande letteratura siciliana attraverso numerose ed importanti trasposizioni cinematografiche, come quella del grande capolavoro del principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, nella celebre regia di Luchino Visconti del 1963.

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Le splendide location con i tesori artistici che l’isola custodisce si offrono spesso come set naturale al film, alla ricerca e adattamento dei quali Visconti dedicò una attenzione maniacale, come pure alla scelta di arredi e costumi siciliani d’epoca risorgimentale. Dalle favolose collezioni della famiglia Lanza di Mazzarino, uno dei cui esponenti, Gioacchino, è il figlio adottivo ed erede del titolo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, proviene una grandissima parte dei mobili, dei letti, degli arazzi, dei lampadari, delle moquettes che arredano gli ambienti dove sono state girate le scene del film; e molti dei servizi di piatti, posate, cristallerie che rifulgono nella scena del ballo, girata a Palazzo Gangi di Palermo. Si racconta che Visconti volle tutti i numerosi lampadari della sala illuminati con candele vere; sempre nella scena del ballo, tutti gli uomini portavano i guanti bianchi e dal momento che per il caldo e l’inevitabile bagno di sudore i guanti dopo alcune ore si ombravano, Visconti pretese che si impiantasse sul set una lavanderia con una cinquantina di donne addette a lavarli affinché i guanti fossero sempre immacolati (da Goffredo Lombardo, in L’avventurosa storia del cinema italiano – 1960-1969, a cura di Franca Faldini e Goffredo Fofi, Milano, Feltrinelli, 1981, p. 257). Splendido il pavimento maiolicato, riprodotto con effetto realistico nell’esemplare in collezione Cinema, su cui volteggia la coppia Fabrizio di Salina e la bella Angelica Sedara, avvolta in un candido e smisurato abito disegnato dal costumista Pietro Tosi,è in pura organza avorio a righini lucidi e opachi ,montato su una base di seta verde chiarissimo. Lo scollo con berta e fiocco in faille di seta verde acqua. Le ruches, che guarniscono l'intero abito, sono anch'esse di organza avorio a righe… è l’emblema del nuovo ceto borghese che avanza illuminando per il breve tempo di un valzer l’atmosfera di generale decadenza che il personaggio del principe di Salina incarna con il suo abito da cerimonia e il suo umore malinconico.

Nel perfetto connubio realizzato da Visconti tra il romanzo storico capolavoro letterario di Tomasi di Lampedusa e la nuova arte cinematografica si riflette l’incontro tra l’antica aristocrazia feudale siciliana e la nuova borghesia di epoca risorgimentale narrato nel Gattopardo, le cui dinamiche e implicazioni storiche, sociali e culturali tanto avevano appassionato Visconti che aveva letto più volte il romanzo. Risuonano ancora vive le parole del grande regista nell’intervista di Antonello Trombadori: “il tema centrale del Gattopardo – “perché tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi” – non mi ha interessato soltanto sotto la critica spietata al trasformismo che pesa come una cappa di piombo sul nostro paese e che gli ha impedito di cambiare davvero fino ad oggi, ma sotto l’aspetto più universale, e purtroppo attualissimo, di piegare la spinta del mondo verso il nuovo alle regole del vecchio, facendo ambiguamente e ipocritamente sovraneggiare quello da queste” (Antonello Trombadori, Dialogo con Visconti, in Il film ‘Il Gattopardo’ e la regia di Luchino Visconti, a cura di Suso Cecchi d’Amico, Bologna, Cappelli, 1963, pp. 28-30).

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Benvenuti nel mio blog

Benvenuti a tutti i visitatori!:) Finalmente in un bel pomeriggio di Aprile mi sono convinta a scrivere il mio primo post sul mio sito. Era da tempo che desideravo farlo ma non trovavo tempo e modo di potermi sedere a scrivere. Adesso a causa del covid19 di tempo ne abbiamo da vendere e credo che non ci sia strumento migliore per promuoversi, parlare del proprio lavoro, interagire con chi desidera parlare con me.

Costume tradizionale dei ballerini del Ballo Pantomima della Cordella ,Petralia Sottana (PA).

Costume tradizionale dei ballerini del Ballo Pantomima della Cordella ,Petralia Sottana (PA).

Colgo quindi l’occasione per presentarvi uno degli ultimi lavori della collezione Abiti e costumi tradizionali siciliani che sono riuscita a realizzare grazie anche all’arrivo del Covid 19. :)

Si tratta di un abito tradizionale siciliano utilizzato durante il BALLO PANTOMIMA DELLA CORDELLA, danza antichissima e tradizionale che si svolge una volta l’anno a Petralia Sottana, comune in provincia di Palermo. La pantomima è legata ad antiche tradizioni contadine ed è di origine pre-cristiana. Dodici coppie di ballerini, che rappresentano i 12 mesi dell’anno, danzano in cerchio intorno a una pertica, che in cima reca un fascio di spighe di grano maturo, con in mano dei nastri colorati (CORDELLE) che vengono intrecciati simboleggiando le stagioni e le costellazioni che ruotano intorno al sole, autore della fecondità agreste e della vita. La danza dei ballerini non è altro che il fulire della vita, indispensabile fonte di forza e benessere, di gioia e di speranza che dolorose e pesanti fatiche costa. L’abito maschile è composto da : un bel completo di velluto azzurro ,panciotto e pantaloni aderenti e sotto il ginocchio, camicia e calze bianche tipiche estive, il “berretto ricamato con fiocco di seta” e “scarpi di pilu” o “zapitti” ,tipiche calzature usate per la vita di campagna realizzate in pelle di bue. Queste scarpe hanno la caratteristica di non far attaccare la terra alla suola .

Tutti i pezzi presenti alla sezione BAMBOLE ARTISTICHE DA COLLEZIONE sono disponibili e se esauriti possono essere riassortiti. Inoltre è possibile creare pezzi unici su commissione per avviare una collezione personale o per ampliarla. Se avete proposte alternative, idee creative o critiche sarò felice di discuterne con voi.

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